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La Pupazza da Tricase non è pazza

Corriere del Mezzogiorno| Views: 343

È una writers, ma non vi azzardate a chiamarla così. Gira comodamente sui suoi tacchi, porta capelli lunghi nero pece e trucca gli occhi un po’ alla Nefertiti reincarnata in Amy Winehouse, ascolta la musica di Paolo Conte e Lucio Dalla e ha bandito dal suo vocabolario quel “ciao raga” che fa tanto crew della bomboletta. Guarda il mondo al contrario e lo fa attraverso il suo occhio ormai dipinto sulle pareti di mezzo mondo e dal quale invita i passanti a osservare a modo suo. Ha raccolto 30mila foto scattate alle persone che hanno avvicinato al proprio occhio quello disegnato da lei; si sono prestati al gioco anche il serioso Maurizio Belpietro e Linus direttamente da radio DJ. Insomma, ha fondato quella che lei chiama “La Repubblica dell’occhio” partendo da Lecce e arrivando a Sidney, con un salto a Berlino ma anche a New York.

IL CAMION DE LA PUPAZZA

Si chiama Eleonora De Giuseppe, viene da Tricase, un piccolo comune vicino Lecce, ma tutti la conoscono come “La Pupazza”. E il suo claim è La Pupazza non è pazza. Eh sì, non è pazza nonostante giri in un camion che risulta tra i più colorati e fotografati di Milano; non è pazza nonostante abbia colonizzato muri, cabine elettriche ed edicole della capitale meneghina. E non è pazza visto che ha firmato lei il pannello retro palco de “La Notte della Taranta” nell’edizione 2016. «Ho creato un disegno con una linea continua. Salivo e scendevo lungo questa parete immensa e ho mandato in tilt la gru aerea» racconta Eleonora ricordando l’unico lavoro realizzato in Puglia con tanto di autorizzazione. Ha iniziato, come tutti, colorando pareti nude senza alcun permesso, ma ha sempre scelto un criterio, quello del rispetto della proprietà tanto da meritarsi l’appellativo di writers gentile. A Milano, ormai, però riceve incarichi direttamente dall’amministrazione comunale che un giorno ha chiamato lei e altri artisti per dipingere le grigie e brutte centraline elettriche. «Ero ispirata ed ero la più veloce a finire il mio lavoro. Ne ho disegnate 110. Ho colonizzato Milano!» Ed è sempre lei ad aver dato vita e colore alla barriera anti sfondamento di piazza Duomo a Milano. «In Puglia sogno di poter disegnare un grande muro a Bari, magari anche nell’area del Porto, perché è una città molto internazionale, ma ogni volta che ho chiesto qualcosa nella mia regione non mi ha mai considerata nessuno». In questi giorni, invece, qualcuno l’ha chiamata eccome. In occasione dell’NBA cross over di Milano sarà lei a disegnare i palloni e subito dopo prenderà il primo aereo per New York dove le hanno chiesto di portare i suoi quadri.

MILANO PIAZZA DUOMO

Chissà se un giorno anche in Puglia la writers gentile, quella Pupazza che non è assolutamente pazza, potrà aprire gli occhi al mondo e invitare tutti a guardarlo sotto sopra, caposotto come dice lei, che dice di essere innamorata «ma voglio il merito, non il marito».

 

La salentina

Una selezione dei quadri de La Pupapzza sono in esposizione e vendita da La Salentina, una bellissima bottega artigiana nel cuore di Lecce, lungo via Vittorio Emanuele, la strada che collega Porta Rudiae alla centrale piazza sant’Oronzo.

dal Corriere del Mezzogiorno

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