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I gioielli pugliesi che fanno impazzire il cinema

Corriere del Mezzogiorno| Views: 243

Dopo aver conquistato Ozpetek, Gianni De Benedittis incanta Coca Cola

Per la nuova campagna pubblicitaria denominata “De Gustibus” (in foto in alta un frame), Coca cola sceglie i gioielli del salentino Gianni De Benedittis. Quattro nuovi spot da pochi giorni in onda sulle reti nazionali in cui le protagoniste indossano i gioielli dell’orafo pugliese. Orecchini, bracciali e l’ormai noto Pumo, tutti in rosso Coca cola. Un progetto che si focalizza sulla tradizione gastronomica italiana e che punta sull’identità anche attraverso la scelta di un bijoux che è un portafortuna ispirato alla cultura popolare pugliese; un pendente che rappresenta un bocciolo di rosa che sta per schiudersi e che è l’emblema del nuovo che nasce.

Gianni De Benedittis (in foto), un padre ebanista, sin da bambino, frequentando la bottega di papà Giuseppe, ha sviluppato le sue capacità manuali per raffinarle, finiti gli studi, a Firenze all’istituto Le Arti Orafe, passando dall’occupare l’ultimo banco a scuola ad essere un riferimento per i suoi colleghi di corso. Ha conosciuto i riflettori più accattivanti della moda tra le passerelle di Roma Altamoda, dove dal 2009 firma la collezione di gioielli della maison Gattinoni, e le blasonate milanesi, e ancora da Luisa via Roma, che sancisce il successo dei più bravi designer su scala internazionale, a Who is the Next il premio per la gioielleria promosso da Vogue Italia, ma è a Lecce che ama tornare. Ed è in uno dei luoghi più belli ed evocativi del Salento che ha conosciuto Ferzan Ozpetek. «Ero a Punta della Suina – ricorda – e Ozpetek guardava il mare. Mi sono avvicinato». Era il 2010 e il regista turco stava girando proprio nel Salento Mine Vaganti. Da quel momento è nato un sodalizio che ha visto i gioielli di De Benedittis protagonisti di ogni produzione del regista, partendo proprio da Mine Vaganti sino a Magnifica Presenza, da Allacciate le cinture sino all’ultimo film Napoli Velata. E sono strepitosi i gioielli che ha realizzato per l’Aida e per la Traviata nelle versioni per il teatro la cui regia è firmata sempre da Ozpetek.

Ogni suo progetto ha sempre una declinazione etica e talvolta provocatoria. «C’è prima l’idea, poi un disegno e poi il progetto che realizzo con il mio team» spiega De Benedittis. E lui ama creare per le donne libere, anticonformiste, donne forti che non devono rassicurare la loro personalità attraverso un oggetto scontato, ma che come diceva Marina Ripa di Meana “vogliono completare attraverso i gioielli di Gianni il loro appeal e la loro bellezza sentendosi a proprio agio”. Ed è un pensiero condiviso da Carla Fracci, Elena Sofia Ricci, Paola Minaccioni e da Isabella Ferrari (in foto in basso) che in Napoli Velata indossa un anello da mignolo a forma di scudo, in argento e con diamanti neri, che si ispira ai classici anelli chevalier maschili.

 

 

 

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