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Vinitaly 2018: Enoturismo, vitigni autoctoni e premi

Corriere del Mezzogiorno| Views: 39

 Ecco l’esercito di 125 aziende pugliesi alla conquista di Vinitaly

 

Un esercito di 125 produttori pronti a interpretare il claim “Puglia, dove la terra diventa vino” nell’edizione 52 della più importante fiera per il trade vitivinicolo, il Vinitaly.

Verona, città d’amore e passione, per quattro giorni, a partire da domani, sarà la capitale mondiale del vino e la Puglia anche quest’anno proverà ad essere protagonista di un racconto che parlerà sì di vitigni autoctoni, ma anche di territorio, cucina, enoturismo. “Un calice di vino è tra i migliori pretesti per visitare la Puglia – dichiara Leo di Gioia, l’assessore regionale alle Politiche agroalimentari – utile per scoprire una varietà di territori e vitigni straordinaria che danno origine a prodotti diversificati, unici nel loro genere e garantiti da disciplinari di qualità regionale e nazionali”. Un racconto che sarà rafforzato da un gioco di squadra che vedrà intorno alla macchina organizzativa di regione Puglia e Unioncamere le associazioni che sono motore promozionale del sistema vinicolo attraverso le specificità delle tantissime aziende che negli ultimi anni stanno diventando un vero e proprio motore di attrazione economica e culturale. Sarà la prima uscita veronese per il nuovo presidente del Movimento del Turismo del Vino, Maria Teresa Basile che, con al suo fianco ben 70 aziende che puntano sull’enoturismo associato alla produzione, presenterà in anteprima le nuove edizioni di Cantine Aperte (26 e 27 maggio) e Calici di Stelle (4-12 agosto) che, quest’estate, avrà una formula e una location nuovissime. Lo stand istituzionale della Puglia ospiterà anche il primo tavolo di confronto sui vini rosati, promosso da deGusto Salento, associazione di promozione culturale che è riuscita a coinvolgere tutti gli attori attivi della produzione e del commercio di vino rosato italiano. “Serve programmare, serve una strategia condivisa – spiega Ilaria Donateo di deGusto – ed è per questo che abbiamo coinvolto i più importanti consorzi nazionali di vino rosato per iniziare a ragione come sistema Italia per poter vincere le sfide internazionali. Basti pensare che negli Stati Uniti, secondo i dati diffusi dalla Nielsen, la vendita di vini rosati ha superato quella dei vini fermi raggiungendo un +53%”.

Vinitaly è anche tempo di riconoscimenti e premi. E quest’anno la Medaglia Cangrande, il premio intitolato ad Angelo Betti, una delle più importanti onorificenze che celebrano la grande fiera di Verona, sarà conferito a Marianna Cardone, giovanissimo presidente de Le Donne del Vino di Puglia, un movimento dinamico e tutto al femminile che mette insieme le professioniste di un mondo che costituisce il 14% della produzione nazionale.

Futuro: si parlerà di cambiamenti climatici e di viticoltura in una conferenza promossa da deGusto Salento che metterà a confronto l’esperienza di Slow Wine Italia e quella di un colosso della modellistica matematica e meteorologia come Espson meteo. L’appuntamento è il 16 aprile nello stand della regione Puglia alle ore 14.

 

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