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La birra vestita da champagne

Corriere del Mezzogiorno| Views: 82

Chi l’ha detto che il brindisi per il fatidico sì debba essere esclusivamente al gusto di champagne? L’importante è che si tratti di bollicine, ovviamente bionde e che la bottiglia sia una sciampagnotta dalla base pronunciata e dal collo lungo. L’inviato di Striscia la Notizia, Edoardo Stoppa, e la showgirl Juliana Moreira nel giorno del loro matrimonio per il brindisi con amici e parenti hanno voluto una bionda artigianale made in Puglia. E hanno scelto Matà birra, il progetto decisamente glamour dei cugini Marinaro.

Da Cerignaola son così partite le birre nel formato da 0,75 per il brindisi d’apertura e quelle nel formato più piccolo utilizzate come cadeau per i 150 ospiti degli sposi. Hanno fatto centro gli ideatori di Matà e stanno crescendo proprio lungo l’asse che si erano prefissi, quello dell’alta ristorazione in un segmento legato al luxury. «Siamo arrivati per ultimi in un mercato in cui le birre artigianali sono una moda consolidata e dovevamo distinguerci. Siamo partiti da una ricetta unica ed esclusiva e abbiamo scelto un packaging elegante». Adriano Marinaro è uno dei tre soci di Matà birra, 32 anni e una laurea in Economia conseguita alla Cattolica di Milano. Lavorava da Ernst & Young, una delle società di revisione contabile più importante nel panorama mondiale, quando è stato folgorato dal mondo delle birre artigianali durante una visita casuale ad Expò. «Ho mollato il mio lavoro, ho lasciato Milano e sono tornato a casa per realizzare un sogno con mio fratello Valerio e con mio cugino Luigi».

La storia della loro famiglia li ha portati sin da bambini a vivere la realtà di una cantina poiché i loro genitori producono mosto muto nel nord Puglia e hanno sempre avuto una certa attrazione per il mondo che ruota intorno al beverage fino a quando hanno deciso di partire con l’avventura delle birre. Luigi, il più giovane, appena ventenne, segue la produzione. «E’ il nostro piccolo chimico – scherza Adriano – ed è lui che segue la parte tecnica; Valerio invece è l’uomo dei conti». Insieme, prima di mettere una firma su un contratto e sulla loro idea di fare birra, sono stati in America e in Belgio a studiare le realtà più interessanti in questo settore. Sempre nsieme, ma con il supporto di due mastri birrai, hanno realizzato la loro ricetta esclusiva ed originale di birra. Oggi ne producono tre tipologie, American Pale Ale, Belgian Blond Ale e la Bio Blanche e sono sulle tavole dei più importanti ristoranti pugliesi, apprezzati dalla ristorazione stellata e dalle pizzerie gourmet. Insomma, una birra bella e buona che ha conquistato anche il rigido buyer di Eataly a Bari e che entro il 2018 vedrà sorgere la sua casa di produzione, un birrificio con tanto di campi seminativi di orzo per chiudere una filiera nel cuore del granaio di Puglia.

 

 

 

 

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