Written by

A Putignano il tè si degusta come fosse vino

Corriere del Mezzogiorno| Views: 73

La storia di Vania e di Alessandro, primi sommelier pugliesi del tè

A loro piace che le lancette vadano all’indietro. Hanno deciso che la loro vita, ragioniere lei e idraulico lui, dovesse assumere un’impronta più slow. Hanno fatto in modo che la favola avesse inizio; e non solo quella di una coppia stanca di un precariato asfissiante, ma anche quella di due persone che cercavano un senso nuovo per il loro tempo. Ecco, sì, è il tempo la variabile che detta legge nella storia di Vania e di Alessandro che, dismessi gli abiti da dipendenti, hanno vestito il loro miglior sorriso e indossato il papillon e sono diventati i primi tea sommelier di Puglia.  «Abbiamo seguito una nostra passione – racconta Vania – ma abbiamo deciso di imboccare la strada più difficile, quella della formazione, lontano da casa».

Essere sommelier del tè è un po’ come diventare degustatore di vino. Bisogna riconoscere, distinguere, sentire, studiare. Un corso durato tre anni per un totale di cinque livelli di formazione nella sede di Adematè a Novara dove si stanno formando i primi esperti italiani in questo settore e cha ha aperto le porte verso un mondo davvero affascinante anche per Vania e Alessandro. Entrare nella loro tea room a Putignano (piazza Plebiscito 5) è come attraversare la porticina del Paese delle Meraviglie di Carrolliana memoria ed entrare in un luogo di grandi sorprese e di scoperte. Comodi sui divanetti di velluto, guardinghi quasi in attesa che la teiera prenda vita, Vania dà il via alla degustazione sensoriale. Sono tre le fasi del gusto che bisogna seguire. Le stesse che sceglie un tè tester, perché il tè non è solo la bevanda bollente che scalda dal freddo invernale, ma è una cultura sconfinata.

Si parte dalla fase secca, che va toccata e ne vanno sentiti i sentori, per poi passare all’infusione, quella che i sommelier chiamano liquore. Tatto, olfatto e gusto, sono le tre fasi di percezione che chi siede da Sinesis non può trascurare. Solo dopo inizia il gioco degli abbinamenti, con il dolce ma anche con il salato. Il tè come il vino ha le sue specifiche proprietà aromatiche e la sua intensità e deve essere abbinato ai cibi giusti in base alla sua capacità di reggere la struttura di un piatto. Tutto cambia, allora, se si sceglie un tè giallo o bianco, difficilmente abbinabili se non con un cibo senza grassi; più semplice lavorare con i tè blu e verdi. Con il salmone o con la carne, i tè sommelier non hanno dubbi perché la scelta ricade sul tè nero o su quelli fermentati. Il segreto è nella capacità di pulire il palato e preparare a un nuovo e a un altro ancora, mentre il tempo passa sereno in un contenitore in cui il tutto viene scandito da un orologio che gira al contrario.

La ricerca: Da Sinesis tutto contribuisce a creare una vera esperienza del gusto. Più di 65 tipologie da tè in degustazione, una vasta selezione di confetti realizzati da una piccola impresa artigiana scovata in Campania e non mancano mostre d’arte e appuntamenti musicali.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *